INTERVISTA A Carlo Stanga

  • 15/12/2010
INTERVISTA A Carlo Stanga

Illustratore e architetto


Che cos’è per Lei l’energia elettrica?

Una magia fondamentale : luce, vita, movimento. Disegnando lavoro con la luce e visto che sono notturno non potrei certo farne a meno!

Ha un ricordo personale legato all’energia?

Ricordi d’infanzia legate all’emozione delle luci natalizie e soprattutto al mio vecchio proiettore a pellicola che montava una potente lampada : mi permetteva di trasformare i muri di casa in luoghi in cui emergeva un mondo muto a cui mi divertiva dare la voce.

Si considera un risparmiatore energetico?

Faccio il possibile. Diciamo che mi sto applicando. Vivere a Berlino, dove l’aspetto ecologico è molto sentito, mi ha permesso di acquisire una maggiore sensibilità rispetto al tema del risparmio energetico. Mi pare che in Italia siamo ancora un po’ diseducati come popolazione, da questo punto di vista.

Cosa sa fa concretamente per risparmiare energia?

Accendo il numero più basso possibile di lampade in casa. Lavoro semplicemente con una lampada da tavolo e il computer, che uso per rielaborare i miei lavori : non è certo uno strumento che consumi troppo.

Cosa illuminerebbe meglio nella sua citta’ o piu’ in generale in Italia?

I nostri straordinari monumenti ! Certo però li illuminerei in modo più attento, meno chiassoso. In genere le città sono ormai troppo illuminate in Italia, così da far sorgere il problema dell’inquinamento luminoso che nuoce a piante, animali notturni e non permette più di apprezzare le stelle. In Germania , consapevoli di questi problemi, riducono l’intensità dell’illuminazione pubblica e contemporaneamente risparmiano, abbassando l’indice di “ rumore “ luminoso.

Come renderebbe piu’ simpatici i tralicci dell’ alta tensione?

Gli darei forme antropomorfe o animali , li farei disegnare da artisti diversi, magari con un concorso a cui dare grande risonanza. Certamente mi piacerebbe partecipare e credo avrebbe un grande successo come arte nel paesaggio.

Dia un consiglio a Terna.

Approfondire sempre di più l’uso delle fonti alternative continuando a proseguire sulla strada della ricerca.