INTERVISTA A Fulvio Abbate

  • 07/12/2017
INTERVISTA A Fulvio Abbate

Scrittore


Che cos’è per Lei l’energia elettrica?

Una cosa che è sempre esistita. Non riesco a immaginare un mondo senza energia elettrica. E’ un fenomeno naturale, non artificiale.

Ha un ricordo personale legato all’energia?

Il miracolo della peretta che stava in mezzo alla testiera del letto dei miei nonni e che accendeva la luce nella stanza. Il filo era fatto di stoffa e la peretta era di bachelite.

Si considera un risparmiatore energetico?

Non credo. Spengo la luce per un riflesso condizionato avendo nelle orecchie la voce di mio padre che si lamenta perché ci sono troppe lampadine accese.

Cosa sa fa concretamente per risparmiare energia?

Se sto nel mio studio e mi alzo quando vado in bagno, spengo la luce per riaccenderla quando faccio ritorno. Di fronte casa mia è venuta ad abitare una giovane attrice di sinistra. Lascia perennemente le luci dei balconi accese. Mi chiedo, è per dissuasione o dimenticanza?

Cosa illuminerebbe meglio nella sua citta’ o piu’ in generale in Italia?

Illuminerei meglio i monumenti, in modo razionale. Esisteva un artista, Dan Flavin, che ha lavorato con la luce al neon creando ambienti di luce.

Come renderebbe piu’ simpatici i tralicci dell’alta tensione?

Li lascerei così come sono. La volta in cui vengono commissionati ai designer escono fuori delle mostruosità come i lampioni che illuminano la Roma-Fiumicino.

Dia un consiglio a Terna

Razionalizzare la produzione di energia.