INTERVISTA A Stefano Amoroso

  • 14/09/2015
INTERVISTA A  Stefano Amoroso

Resp. Comunicazione IIT, Istituto Italiano di Tecnologia


Che cos’è per Lei l’energia elettrica?

Una questione “culturale”, un problema da risolvere, diminuendone il consumo, per rendere il nostro pianeta più vivibile e sostenibile.

Ha un ricordo personale legato all’energia?

I lampioni delle grandi città attraversate durante i miei viaggi, le luci delle pubblicità e dei grandi centri commerciali sempre accese e il caldo dentro i negozi in un pomeriggio di inverno.

Si considera un risparmiatore energetico?

Cerco di fare il possibile perché quello che studio e quello per cui lavoro siano atti concreti nella quotidianità mia e della mia famiglia.

Cosa fa concretamente per risparmiare energia?

Sembrerebbe banale, ma le nuove sorgenti di luce LED - che a parità di luce prodotta consumano molto meno di una lampadina tradizionale e durano molto di più, sono sicuramente i primi “cambiamenti” che ho apportato in casa. Sembrerebbe banale anche solo pensarlo, ma tengo spente le luci in casa delle stanze non vissute e provo ad ottimizzare i rifiuti in casa.

Cosa illuminerebbe meglio nella sua città o piu’ in generale in Italia?

Il problema energetico è, innanzitutto, un problema “culturale”: serve una presa di coscienza che possa essere diffusa e coltivata da tutti i cittadini. Risparmiare in termini di energia significa apporre una rivoluzione comportamentale in Italia, fondamentale per una migliore sopravvivenza della specie energivora che siamo, questo significa non solo consumare meno, ma anche muoversi in maniera sostenibile, produrre rifiuti biodegradabili e risolvere il problema dei rifiuti. In termini di illuminazione credo che l’utilizzo di energie rinnovabili e maggiori sistemi di accumulazione di energia siano urgenti mosse di evoluzione che l’Italia, l’intero pianeta, dovrebbe attenzionare.

Come renderebbe piu’ simpatici i tralicci dell’ alta tensione?

Lo chiederei ai ragazzi, agli studenti delle scuole elementari: hanno una creatività che va oltre la nostra immaginazione, e talvolta pongono soluzioni che noi adulti trascuriamo. Sarebbe un ottimo esercizio per iniziare a diffondere una cultura del risparmio energetico sin da piccoli

Dia un consiglio a Terna.

Credo che investire in innovazione tecnologica e ricerca di nanotecnologie che migliorino lo sviluppo di fonti di energia alternative e diminuiscano lo spreco energetico sia fondamentale e il giusto approccio per premiare, direttamente e indirettamente, i produttori e i consumatori. Diffondere il problema con iniziative aperte al pubblico, di professionisti e non, è indispensabile per le nuove generazioni. Premiare i “risparmiatori”, incentivandone la crescita e motivandoli a migliorare il risparmio energetico, contribuendo a diffondere un modus vivendi essenziale per il Pianeta Terra. Claudio Barnini