INTERVISTA A Daniele Fortini

  • 05/10/2015
INTERVISTA A  Daniele Fortini

Presidente e amministratore delegato di Ama SpA


Che cos’è per Lei l’energia elettrica?

La Luce. Talvolta, la scossa. Dall’infanzia ad oggi, con il linguaggio dei nonni, l’energia elettrica è stata la luce e la scossa. La luce che prima non avevano, nelle campagne e nei borghi della mia famiglia, era la capacità di uccidere il buio, le paure e la superstizione. Una sorta di divinità salvifica che apriva il mondo alla rassicurazione e al conforto. E le divinità si rispettano, altrimenti ti puniscono. Con la scossa, appunto.

Ha un ricordo personale legato all’energia?

Il grande black out di qualche anno fa. La scoperta che, a rubinetti asciutti, manco potevi bere acqua. Una cosa ovvia e saputa, ma che quando ti si presenta nella quotidianità ordinaria del risveglio, è scioccante.

Si considera un risparmiatore energetico?

Abbastanza. Presto attenzione all’evitare sprechi.

Cosa fa concretamente per risparmiare energia?

Regolo le temperature di riscaldamento e rinfrescamento allo stretto necessario, ho rinnovato il tetto di casa ed ora è meglio coibentato, spengo le luci quando non servono e uso lampade a basso consumo. Altro ancora. Cose banali, ma fatte con sensibilità.

Cosa illuminerebbe meglio nella sua città o piu’ in generale in Italia?

Risposta facile: la sapienza degli italiani. Risposta difficile: le aree industriali ed artigianali. In tutto il mondo sono brutte, desolate e sciatte. Sia nelle architetture che nell’urbanistica. Sempre più, peraltro, dense di capannoni chiusi e inutilizzati. Forse, portarci la luce, insieme ad altre risorse e di qualità, ci renderebbe più accettabile l’antropizzazione, spesso mostruosa, di quei luoghi.

Come renderebbe piu’ simpatici i tralicci dell’ alta tensione?

I tralicci sono vissuti come una presenza accettata. Spiacevole alla vista, talora, ma accettata come lo erano i cementifici nel centro delle città. Un design “personalizzato” a seconda del paesaggio oppure l’impiego di materiali meno ruvidi, quando i cavi non possono essere interrati, potrebbero rendere meno impattanti gli ingombri.

Dia un consiglio a Terna.

Potreste emettere azioni ad un costo inferiore a quello di mercato riservato ai giovani per finanziare innovazione green e illuminare il futuro. Fare luce e chi vede buio. Claudio Barnini