TARIFFE AUTORITÀ

Terna risponde ad Agnoli e Tabarelli
  • 14/12/2011
Tariffe autorità

Tariffe autorità: Terna risponde ad Agnoli e Tabarelli.

Nonostante Confindustria, Sindacati, Associazioni ambientaliste, imprese elettrotecniche, esimi professori universitari ed ex ministri come Alberto Clo' e molti altri, siano in linea con Terna nel criticare la delibera dell'autority, si levano due voci contrarie: Agnoli del Corriere.it e Tabarelli esperto di energia. A queste polemiche,Terna risponde puntualmente. "Terna da sempre rispetta le regole e le leggi, e sempre le rispettera'. E' nel suo dna, ed e' provato dai fatti. Meglio sarebbe pero' se a rispettarle fossero tutti. Tabarelli rispetti innanzitutto il galateo, e sappia che ne' lui ne' il suo centro di ricerche, da anni molto conosciuto da tutti gli attori del mercato elettrico della produzione, possono arrogarsi il diritto di dare giudizi sommari e scrivere le regole". Lo afferma Terna in una nota con la quale replica alle affermazioni di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sul documento dell'Autorita' per l'energia relativamente alle nuove tariffe. "Ci stupisce come un professore, che si presume esperto della materia, consideri assurdo ed esagerato cio' che gli analisti hanno rilevato come punitivo per contenuti e discontinuita' a proposito degli orientamenti del secondo documento di consultazione dell'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas, che non riconosce una remunerazione adeguata a sostegno degli investimenti di rete che tutti - come anche di recente hanno sottolineato Confindustria, Sindacati, Associazioni ambientaliste, imprese elettrotecniche, esimi professori universitari ed ex ministri come Alberto Clo' e molti altri - reputano necessari per abbattere i costi del sistema. Oltre 20 analisti finanziari - aggiunge il comunicato - dicono il contrario di Tabarelli, e Terna lunedi' scorso e' stato tra i 10 peggiori titoli delle centinaia di titoli presenti nel listino italiano. Terna non pretende nulla, ha solo messo in evidenza che alcuni punti del documento dell'Autorita', se confermati entro la fine dell'anno, costringerebbero l'azienda a rivedere i propri investimenti a danno dello sviluppo delle reti, e quindi di un vero risparmio per cittadini e imprese, e a scapito della sicurezza del sistema elettrico italiano. Tabarelli, senza gli argomenti, va in difesa di qualcuno: sono molti, infatti - conclude Terna - i soggetti ai quali il corretto sviluppo delle reti ad alta tensione puo' dare fastidio. Ce ne dispiace" --------------------------------------------- Caro Agnoli, per quanto riguarda Terna non c’è in atto alcun tentativo di recuperare la Robin Tax con le nuove tariffe che l’Aeeg sta definendo. E’ vero piuttosto che se l’Aeeg non tornerà sui suoi passi, il taglio della tariffe, la riduzione degli incentivi, i pagamenti ritardati avranno l’effetto di una nuova Robin Tax dopo quella già in essere. Per non parlare dell’esondazione di potere sul tema delle batterie, argomento che qui non tratto per non dilungarmi troppo ma che affronteremo con il dovuto approfondimento. Ma andiamo con ordine. 1. Anche senza considerare l’addizionale Ires, la previsione di una remunerazione base al 7,2% significa di fatto il mancato riconoscimento di almeno 50 bps che avrebbero portato la remunerazione al 7,7%. E questo perché i tecnici dell’Aeeg hanno tenuto conto di una tax rate al 35% quando invece è di circa il 36%, di un tasso d’inflazione all’1,8% quando il Governo, nella nota di aggiornamento del DEF 2011 pubblicata a settembre di quest’anno indicava un tasso all’1,5%, di un beta (il coefficiente che misura il rischio dell’attività) addirittura ridotto a 0,53 rispetto allo 0,575 che la stessa Aeeg aveva indicato nel primo documento di consultazione di luglio. 2. A ciò si aggiunge il cosiddetto time lag, ovvero il fatto che Terna inizia ad incassare la prima rata (di durata quarantennale) dopo 24 mesi quando i propri fornitori li paga a 90 giorni; se dovesse persistere tale situazione, ci troveremmo costretti anche noi a pagare i fornitori a 24 mesi, i quali ovviamente chiederebbero più soldi che andrebbero a carico dei consumatori; 3. Taglio degli incentivi. Quelli della categoria I3 (interventi per riduzione delle congestioni tra le zone e interconnessioni) sono stati ridotti dal 3% al 2%, quelli della categoria I2 (interventi di sviluppo diversi dalla I3) dal 2 al 1,5%. In tal modo l’incentivo medio passa dal 2,7% al 1,7%. Per altro, la categoria I3 è stata anche ristretta, ed ora non ci sono più gli interventi per risolvere le congestioni dentro le zone: questo vuol dire che 800 milioni di euro di investimenti che prima ricadevano sotto la vecchia categoria I3, verrebbero adesso incentivati con la I2, cioè all’1,5% dal 3%, con una perdita secca di 12 milioni di euro. Alla luce di tutto ciò ci sembra fin troppo evidente come il documento dell’Aeeg sia già penalizzante di suo senza tirare in ballo la Robin Tax. Il taglio degli investimenti verrebbe da sé, sarebbe una conseguenza naturale. Terna chiede semplicemente che gli venga riconosciuta una remunerazione in continuità con la linea di sostegno allo sviluppo della rete che il regolatore ha tenuto dalle sue origini ad oggi, tenuto conto del mutato contesto economico. Nulla di più e nulla di meno. L’attuale documento dell’Aeeg va nella direzione esattamente contraria, in totale discontinuità per altro con quanto previsto nel primo documento di consultazione. E’ vero, i consumatori rischiano di rimetterci. Ma certo non a causa di Terna, che in tariffa pesa per meno del 3% (per inciso: con un costo inferiore ai vari “sussidi” di cui godono alcuni soggetti, puntualmente scaricati in bolletta) quanto piuttosto per il fatto che senza investimenti sulla rete i costi del sistema crescerebbero, come abbiamo ampiamente dimostrato in ogni sede. Non resta che una domanda: cui prodest? Forse non è andato molto lontano dal vero il Prof. Alberto Clò quando ieri ha detto che alle congestioni sulla rete corrispondono altrettante rendite di posizione a vantaggio di pochi. Cordiali saluti Luca Del Pozzo, capo ufficio stampa Terna.